Prima lettura del 24 settembre 2026
vanità delle vanità: tutto è vanità.
Quale guadagno viene all’uomo
per tutta la fatica con cui si affanna sotto il sole?
Una generazione se ne va e un’altra arriva,
ma la terra resta sempre la stessa.
Il sole sorge, il sole tramonta
e si affretta a tornare là dove rinasce.
Il vento va verso sud e piega verso nord.
Gira e va e sui suoi giri ritorna il vento.
Tutti i fiumi scorrono verso il mare,
eppure il mare non è mai pieno:
al luogo dove i fiumi scorrono,
continuano a scorrere.
Tutte le parole si esauriscono
e nessuno è in grado di esprimersi a fondo.
Non si sazia l’occhio di guardare
né l’orecchio è mai sazio di udire.
Quel che è stato sarà
e quel che si è fatto si rifarà;
non c’è niente di nuovo sotto il sole.
C’è forse qualcosa di cui si possa dire:
«Ecco, questa è una novità»?
Proprio questa è già avvenuta
nei secoli che ci hanno preceduto.
Nessun ricordo resta degli antichi,
ma neppure di coloro che saranno
si conserverà memoria
presso quelli che verranno in seguito".
Tutto nella vita è passeggero, qualunque sforzo e impegno di stabilità è inconcludente se paragonato all'eternità. Tutto gira e rigira, tutto si sussegue, senza intravedere una meta finale. E tutto finisce prima o poi nel dimenticatoio.
"Non c’è niente di nuovo sotto il sole" dice Qoelet, smontando l'arroganza di chi pensa di essere il decisivo punto di svolta della storia.
Questo capitolo del libro di Qoelet rade al suolo qualsiasi illusione, è un fuoco che brucia qualunque paglia della nostra fantasia sulla grandiosità della vita. Fa bene leggere pagine così, che ci spingono a trovare radici più profonde al nostro essere ed agire. D'altra parte cosa sono la vita e il mondo senza Dio e il suo amore per noi?
e si affretta a tornare là dove rinasce".
È un miracolo che si ripete nuovo ogni mattina o un ripetersi senza senso? Guardare il sole sorgere rivela a noi stessi con quali occhi guardiamo i giorni che passano e i nuovi inizi. Non si tratta di essere pessimisti o ottimisti, ma di cercare e saper trovare il senso profondo di ciò che viviamo. Neanche il sorgere del sole è scontato per chi vive con consapevolezza e attenzione la propria esistenza.
"Il vento va verso sud e piega verso nord.
Gira e va e sui suoi giri ritorna il vento".
Il vento è una danza continua in cielo, sembra ripetere continuamente i suoi giri. Ci domandiamo se nel suo passare e ripassare porti un cambiamento, trovi un cambiamento o se tutto rimanga inesorabilmente uguale.
I filosofi antichi dicevano che in un fiume non ci si può bagnare due volte nella stessa acqua. Così il vento, riscoperto dagli scienziati come uno dei motori stessi della vita sulla terra, soffia sullo stesso mondo o registra un cambiamento?
eppure il mare non è mai pieno:
al luogo dove i fiumi scorrono,
continuano a scorrere".
Tutto al nostro saggio sembra inconcludente, persino il mare che non raggiunge mai la pienezza nonostante i fiumi vi si riversino incessantemente. Che sapienza è mai questa? Ammirare la natura ha il suo senso se ci spinge a cercare oltre l'apparenza, a intravedere ciò che davvero conta nella vita e a mettere lì nostro cuore, la nostra attenzione.
Non si può vivere automaticamente, dando tutto per scontato, navigando come una corrente che viene trascinata dove non sa.
Per non ridurre tutto in vanità, vanto e vana gloria va cercato, nell'esistente, e quindi anche in noi, il significato, il bene, l'amore che contiene e che muove ogni cosa.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di Qo 1,2-11
Commento del 22/09/2022
Salmo 90 (89),10-12
Commento del 02/06/2026
Vangelo di Lc 9,7-9
Commento del 24/09/2020

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