Vangelo del 29 aprile 2026
"In quel tempo, Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero»".
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero»".
La pagina del Vangelo di oggi è il manifesto di Gesù, di come Dio vede gli uomini, il mondo e ogni sua creatura.
Matteo ci permette di assistere al dialogo di Gesù che parla ad alta voce col Padre, che prega con gioia, felice di una sapienza non esclusiva, non si élite, ma condivisa con tutti! E' una sapienza che parte dal basso, dai piccoli, e per questo alla portata di ognuno.
Nessuno conosce il Figlio come il Padre e nessuno conosce il Padre come il Figlio. Eppure questa conoscenza Gesù la condivide con noi, la proclama ad alta voce affinché le nostre orecchie ascoltino di quanto amore siamo circondati!
Gesù è felice della sua relazione intima con Dio Padre e questa fiducia totale e reciproca diventa vera conoscenza anche per noi che diversamente non potremmo avvicinarci minimamente.
Matteo ci permette di assistere al dialogo di Gesù che parla ad alta voce col Padre, che prega con gioia, felice di una sapienza non esclusiva, non si élite, ma condivisa con tutti! E' una sapienza che parte dal basso, dai piccoli, e per questo alla portata di ognuno.
Nessuno conosce il Figlio come il Padre e nessuno conosce il Padre come il Figlio. Eppure questa conoscenza Gesù la condivide con noi, la proclama ad alta voce affinché le nostre orecchie ascoltino di quanto amore siamo circondati!
Gesù è felice della sua relazione intima con Dio Padre e questa fiducia totale e reciproca diventa vera conoscenza anche per noi che diversamente non potremmo avvicinarci minimamente.
"Prendete il mio giogo sopra di voi".
Chi conosce Gesù e si fida di lui è sicuro che non vuole darci una fregatura.
Con lui e per lui non saremo delusi.
Il giogo dei rabbini era la Legge, e non bastavano 10 comandamenti, l'avevano gravati di 613 precetti!
Gesù ci dona il suo giogo, liberandoci dall'altro.
Come si porta questo nuovo giogo? Come lo porta lui!
Chi conosce Gesù e si fida di lui è sicuro che non vuole darci una fregatura.
Con lui e per lui non saremo delusi.
Il giogo dei rabbini era la Legge, e non bastavano 10 comandamenti, l'avevano gravati di 613 precetti!
Gesù ci dona il suo giogo, liberandoci dall'altro.
Come si porta questo nuovo giogo? Come lo porta lui!
"E imparate da me, che sono mite e umile di cuore".
Parla da Figlio del Padre più meraviglioso di sempre. Mitezza, cioè docilità, fiducia, e umiltà: si lascia condurre dal Padre senza opporre resistenza con la semplicità di un bambino che si fida del papà. Non si spaventa, non si pre-occupa con problemi che non riesce a portare, ma si lascia portare.
Parla da Figlio del Padre più meraviglioso di sempre. Mitezza, cioè docilità, fiducia, e umiltà: si lascia condurre dal Padre senza opporre resistenza con la semplicità di un bambino che si fida del papà. Non si spaventa, non si pre-occupa con problemi che non riesce a portare, ma si lascia portare.
La soluzione è lasciarsi portare dal Padre, o meglio lasciarsi portare dal giogo, non siamo più noi che lo portiamo. È una rivoluzione!
"E troverete ristoro per la vostra vita".
L'effetto non è più la fatica ma il riposo, il ristoro. Gesù non è venuto per un aggiungere un altro peso ma per prendersi il nostro e darci il suo "peso leggero". Niente più affanno, perfezionismo, ma solo fiducia di figli che camminano col papà. È questa la "religione" di Gesù, quella del sabato eterno, del riposo che completa, che dà senso e armonia al tutto.
"Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero".
Gesù vede come l'umanità sia oppressa, ma quello che fa più male è che i doveri religiosi diventano i pesi più insopportabili! Il peso della Legge è mostrare il peccato senza toglierlo: è umiliante!
Gesù propone un "peso leggero" per noi, perché non potremmo reggerne uno pesante. E' lui che porta il peso delle conseguenze del peccato, che se lo accolla per amore. È un modo meraviglioso di parlare della sua croce che salva, della sua morte che porta vita, della sua Pasqua, dono suo da parte del Padre e dono nostro.
È un giogo a misura dei piccoli che Gesù ha ricordato come soggetti di questa meravigliosa preghiera. Non per i super eroi, non per i scalatori solitari dei cieli, non per i forti che riescono a portare pesi disumani, ma per i piccoli, gli ultimi, i deboli, quelli che falliscono nelle cose umane e pure nelle cose di Dio.
Per loro, per noi è questo giogo nuovo! È dolce, non lascia piaghe sul collo come l'altro che soffoca e toglie vita.
Non è pesante tanto da schiacciarci e spezzarci perché l'amore toglie i pesi, toglie affanni.
È un peso leggero, che si porta con gratitudine, che si accoglie volentieri benedicendo il Signore e la storia santa che ogni giorno fa con noi.
Gesù propone un "peso leggero" per noi, perché non potremmo reggerne uno pesante. E' lui che porta il peso delle conseguenze del peccato, che se lo accolla per amore. È un modo meraviglioso di parlare della sua croce che salva, della sua morte che porta vita, della sua Pasqua, dono suo da parte del Padre e dono nostro.
È un giogo a misura dei piccoli che Gesù ha ricordato come soggetti di questa meravigliosa preghiera. Non per i super eroi, non per i scalatori solitari dei cieli, non per i forti che riescono a portare pesi disumani, ma per i piccoli, gli ultimi, i deboli, quelli che falliscono nelle cose umane e pure nelle cose di Dio.
Per loro, per noi è questo giogo nuovo! È dolce, non lascia piaghe sul collo come l'altro che soffoca e toglie vita.
Non è pesante tanto da schiacciarci e spezzarci perché l'amore toglie i pesi, toglie affanni.
È un peso leggero, che si porta con gratitudine, che si accoglie volentieri benedicendo il Signore e la storia santa che ogni giorno fa con noi.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di 1Gv 1,5-2,2
Commento del 29/04/2025
Salmo 103 (102),8-10
Commento del 13/12/2023
Vangelo di Mt 11,25-30
Commento del 29/04/2022

Peso leggero
RispondiEliminaIo direi ,non è affatto un peso
E' qualcosa che va al di là del peso.il mio rapporto con TE
Diventa peso nella misura in cui,non DESIDERO stare con TE!