Salmo del 22 giugno 2026

Risana le sue crepe
Sal 60 (59),3-4

"3 Dio, tu ci hai respinti, ci hai messi in rotta,
ti sei sdegnato: ritorna a noi.

4 Hai fatto tremare la terra, l'hai squarciata:
risana le sue crepe, perché essa vacilla. 

Il Salmo 60 è l'invocazione di tutto un popolo che chiede al suo Dio di farsi sentire, di tornare a dimorare tra i suoi, per condurli a nuova vittoria. 
E' una comunità addolorata per una sconfitta militare a cui si aggiunge il peso del sospetto che il Signore si sia allontanato per la condotta peccaminosa. 
La sconfitta è vista come la risultanza della colpa, non come conseguenza di un vivere abbandonando lo spirito comunitario che faceva corpo e sosteneva tutti.
Nella preghiera torna l'unità, si rinsalda il vincolo che li teneva uniti all'unico Signore, si invoca la sua misericordia facendo memoria di quante volte li abbia aiutati quando erano nella morte.

"Dio, tu ci hai respinti, ci hai messi in rotta,
ti sei sdegnato: ritorna a noi".
La bontà di Dio non è in discussione quando le cose vanno male. E' il popolo a riconoscersi colpevole per la lontananza che ha determinato il conseguente fallimento. 
Dire che Dio si è "sdegnato" è trasferire in lui i sentimenti che proviamo noi davanti al tradimento di persone care. Non è certo la caratteristica di Dio allontanarsi dai peccatori, anzi, il peccato diventa occasione di riavvicinamento e di scoperta che la misericordia non è mai venuta meno.
Con tutto il cuore dall'intero popolo, finalmente coeso, sale un invicazione al ritorno del Signore affinché la vita torni a sorridere.

"Hai fatto tremare la terra, l'hai squarciata:
risana le sue crepe, perché essa vacilla". 
E' una bellissima immagine di possente energia che domina ciò che l'umanità subisce come impotenza nei terremoti e nelle catastrofi.
Dopo la solenne "lezione" ora il Signore si prenda cura delle ferite della sua gente, dei suoi figli. Solo lui può risollevare un popolo sconfitto e umiliato. Colui che ha creato questo popolo facendolo nascere dalla schiavitù, ora è invocato come pastore, medico e padre. 
La preghiera è curativa perché toglie l'attenzione dal proprio ego mortificato, e fa puntare lo sguardo su ciò che Dio è capace di fare nel mondo e in ogni cuore.
Gli squarci diventano porte di accoglienza e relazione, dalle crepe trapela nuova luce, quando tutto vacilla l'unico a cui aggrapparsi è il Signore.

Link di approfondimento alla liturgia del giorno:


Prima lettura di 2Re 17,5-8.13-15.18 

Commento del 20/06/2022


Vangelo di Mt 7,1-5

Commento del 26/06/2023


Commenti

  1. "Ritorna a noi"
    In ogni luogo e circostanza, sei sempre con noi, non sei mai andato via. È una implorazione che dico a me stessa, è il tuo invito a ritornare al Principio, al mio vero sé, dove misericordia e pace s'incontrano, ogni ferita, curata, ogni cuore convertito

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  2. Respinti
    Si
    prima ero vittima di cappe ossessive che mi facevano da armatura verso chi mi respingeva,,
    Sicuramente non TU,o mio papà
    Grazie per il NUOVO che c'è in me;TU sei sempre quello...!
    Mi fai vedere finalmente cogli occhi di un figlio!

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  3. "ritorna a noi".
    Desiderio.
    Attesa.
    Mancanza.
    Speranza.
    Detto a chi è sempre presente,
    al Dio fedele,
    è una dichiarazione
    d'amore.

    RispondiElimina

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