Salmo del 17 agosto 2026
Mi resero geloso
Dt 32,18-21
mi irritarono con i loro idoli vani;
io li renderò gelosi con uno che non è popolo,
li irriterò con una nazione stolta»".
Al contrario di quello che normalmente si pensa, il Signore non ci aspetta al varco, pronto a puntare il dito appena scopre il nostro peccato. La Scrittura parla di ben altra attenzione, salvifica e confortante per noi.
Il popolo infedele viene messo in guardia dalle conseguenze dell'idolatria: è questo il cuore del messaggio del cantico di Mosè che meditiamo.
Il popolo ha trascurato il suo Signore per correre dietro ad ogni specie di illusione. La voce del profeta è una sveglia potente affinché il popolo riprenda il cammino nella verità.
Come succede spesso tra innamorati, per scuotere l'antico Israele, il Signore decide di farlo ingelosire, volgendo le attenzioni ad una nazione straniera. L'amante tenta ogni via per recuperare l'amato!
"Mi resero geloso con ciò che non è Dio,
mi irritarono con i loro idoli vani".
Non è semplicemente il gioco di "avete cominciato prima voi", o "te l'avevo detto io".
A Dio è attribuito il dolore profondo di chi si sente tradito, l'ira di chi vede l'altro infelice e confuso. La storia biblica è piena di esperienze di tradimenti e ribellioni da parte dell'antico Israele.
Il Signore lotta, non lascia perdere coloro che scappano dal suo amore, lotta e vince per riaverli con sé. Egli rimane fedele alla sua promessa e non smette di prendersi cura di chi gli appartiene.
"Ciò che non è Dio" non fa per noi, non ci appartiene, è una menzogna che porta solo male alle nostre esistenze.
"Io li renderò gelosi con uno che non è popolo,
li irriterò con una nazione stolta".
Il Signore usa la stessa strategia col popolo infedele per far provare quanto è doloroso non sentirsi amati e non ricambiare l'attenzione con la propria dedizione. Gli fa provare lo stesso bruciante sentimento affinché capisca quello che ha fatto.
Una nazione che Israele credeva nemica e lontana dal Signore sarà eletta come prediletta. E' una parola scandalosa per le orecchie di chi pensava di essere l'unico destinatario dell'amore di questo Signore potente e Salvatore!
Ma non è una farsa: è Parola profetica perché in Cristo tutte le nazioni diventeranno figlie nonostante la loro stoltezza.
Solo allora, finalmente, Israele si renderà conto di quanto fa male il tradimento!
Ci sentiamo coinvolti in questa attenzione così "gelosa" del Signore, un'antropomorfismo che coglie il segno e che ci rivela una benedizione: lui non ci ripudia e non ci allontana ad ogni nostro inciampo.
Possiamo esserne certi: in Cristo, nostra salvezza, il Padre non ritirerà mai la sua promessa di salvarci tutti!
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di Ez 24,15-24
Commento del 17/08/2020
Salmo da Dt 32,18-21
Commento del 27/07/2020
Vangelo di Mt 19,16-22
Commento del 19/08/2024

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