Prima lettura del 22 agosto 2026 - Maria Regina

 
Gioiscono davanti a te
Is 9,1-6

"Il popolo che camminava nelle tenebre
ha visto una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa
una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia,
hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete
e come si esulta quando si divide la preda.
Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva,
la sbarra sulle sue spalle,
e il bastone del suo aguzzino,
come nel giorno di Màdian.
Perché ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando
e ogni mantello intriso di sangue
saranno bruciati, dati in pasto al fuoco.
Perché un bambino è nato per noi,
ci è stato dato un figlio.
Sulle sue spalle è il potere
e il suo nome sarà:
Consigliere mirabile, Dio potente,
Padre per sempre, Principe della pace.
Grande sarà il suo potere
e la pace non avrà fine
sul trono di Davide e sul suo regno,
che egli viene a consolidare e rafforzare
con il diritto e la giustizia, ora e per sempre.
Questo farà lo zelo del Signore degli eserciti". 

L'imminente fine della guerra, il passaggio dalle tenebre alla luce, la fine di un tempo di oppressione: Isaia ci catapulta in una visione meravigliosa, ci regala promesse grandiose!
È una delle più belle e luminose pagine del profeta Isaia che ascoltiamo con una emozione particolare la notte di Natale. Il profeta fa il suo annuncio in un tempo di grande crisi e paura, quando nessuno riesce a scorgere segni di speranza per il futuro. 
La profezia ha valore nel momento in cui è stata pronunciata e non ferma la sua efficacia per ognuno che l'ascolta.
Qui Isaia da la sua interpretazione ad un fatto: sta per nascere un nuovo re e, nel progetto di Dio, sarà portatore di pace e di benessere. 
È grande l'attesa di un discendente del re Davide che inauguri una nuova era, segnata dalla luce che brilla nelle tenebre più fitte.
L'intervento gratuito di Dio porta vita dove non sembra esserci più via di uscita, apre una via verso la libertà per coloro che erano imprigionati dal male. 

"Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete".
L'intervento del Signore nella nostra storia genera gioia, festa, come quando si fa la festa del raccolto.
Penso che quasi tutti abbiamo presente l'emozione dei contadini alla vendemmia, alla raccolta delle olive, alla mietitura del grano o al godere dei frutti di stagione che sovrabbondano nei rami.
Ecco, il datore dei doni è colui che rende possibile tanta grazia che ogni anno riempie i cuori, in attesa per la raccolta, con l'abbondanza in cui tutti possono rallegrarsi e fare festa. Sono frutti preziosi della presenza di Dio e della sua opera nel mondo. 

"E come si esulta quando si divide la preda".
Quando si divide il bottino dopo una battaglia vinta, la festa ha un sapore ancora più grande! Il rischio non era solo la carestia di un raccolto insufficiente, ma la morte in guerra!
È la gioia per il pericolo scampato, per l'intervento provvidenziale di Dio che ha trasformato la possibilità della disfatta in salvezza, luce e libertà. Girando pagina, la situazione di schiavitù e tenebra che spesso caratterizza il nostro presente, si trasforma in vita nuova, colma di esultanza. 

"Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva,
la sbarra sulle sue spalle".
Un tempo di schiavitù che finisce risolleva il cuore e dà nuovo coraggio per guardare avanti, oltre le sofferenze subite, oltre l'angoscia provata. 
Un giogo opprimente, imposto da chi non ama l'umanità ma ha solo intenzione di sottometterla e sfruttarla, è spezzato dall'amore di Dio che ci vuole figli liberi e felici. 
Gioiamo anche noi davanti al Signore, apriamo gli occhi e riconosciamo che le vie di morte che stavamo percorrendo sono state rivitalizzate da chi ha operato prodigi di luce e di amore.

Link di approfondimento alla liturgia del giorno:

Prima lettura di Is 9,1-6
Commento del 22/08/2024

Salmo 113 (112),7-8 
Commento del 14/05/2026

Vangelo di Lc 1,26-38
Commento del 08/12/2025

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