Prima lettura del 18 agosto 2026
"Mi fu rivolta questa parola del Signore:
«Figlio dell’uomo, parla al principe di Tiro: Così dice il Signore Dio:
Poiché il tuo cuore si è insuperbito e hai detto:
“Io sono un dio,
siedo su un trono divino in mezzo ai mari”,
mentre tu sei un uomo e non un dio,
hai reso il tuo cuore come quello di Dio,
ecco, tu sei più saggio di Daniele,
nessun segreto ti è nascosto.
Con la tua saggezza e la tua intelligenza
hai creato la tua potenza
ammassato oro e argento nei tuoi scrigni;
con la tua grande sapienza e i tuoi traffici
hai accresciuto le tue ricchezze
e per le tue ricchezze si è inorgoglito il tuo cuore.
Perciò così dice il Signore Dio:
Poiché hai reso il tuo cuore come quello di Dio,
ecco, io manderò contro di te
i più feroci popoli stranieri;
snuderanno le spade contro la tua bella saggezza,
profaneranno il tuo splendore.
Ti precipiteranno nella fossa
e morirai della morte degli uccisi in mare.
Ripeterai ancora: “Io sono un dio”,
di fronte ai tuoi uccisori?
Ma sei un uomo e non un dio,
in balìa di chi ti uccide.
Per mano di stranieri morirai
della morte dei non circoncisi,
perché io ho parlato»".
Un potente di questo mondo che si crede un Dio, non è una novità per noi, ne conosciamo tanti!. È una commedia che si ripete periodicamente nella storia. Ezechiele ha di mira il re di Tiro, l'attuale Libano mentre ai tempi del profeta era una città della Fenicia, in rapporti difficili con l'antico Israele e spesso in aperto conflitto. Ittobaal III re saggio e potente per il suo popolo, ma tanto insuperbito da dire:
“Io sono un dio,
siedo su un trono divino in mezzo ai mari”.
Contro di lui si dirige la parola ammonitrice del profeta.
Il re si illude diffondendo una speranza di falsa sicurezza, sentendosi sicuro delle sue ricchezze accumulate dai tanti profitti. Il paragone con i nostri tempi è fin troppo facile. Il Signore gli ricorderà che è solo un semplice uomo, ridimensionandolo.
Ci penseranno altri re più potenti a sconfiggere la sua boria.
Il profeta gli predice che non siederà in mezzo ai mari, ma: "Ti precipiteranno nella fossa e morirai della morte degli uccisi in mare".
In fondo la vera saggezza è non dimenticare che si è semplicemente umani e la sapienza è saper accogliere Dio e i suoi doni come nostra vera ricchezza.
"Con la tua saggezza e la tua intelligenza
hai creato la tua potenza
ammassato oro e argento nei tuoi scrigni;
con la tua grande sapienza e i tuoi traffici
hai accresciuto le tue ricchezze
e per le tue ricchezze si è inorgoglito il tuo cuore".
La saggezza e l'intelligenza sono doni del Signore e alcuni uomini eccellono in questo. Il re si fa un vanto di queste doti e le usa per arricchirsi all'inverosimile.
hai creato la tua potenza
ammassato oro e argento nei tuoi scrigni;
con la tua grande sapienza e i tuoi traffici
hai accresciuto le tue ricchezze
e per le tue ricchezze si è inorgoglito il tuo cuore".
La saggezza e l'intelligenza sono doni del Signore e alcuni uomini eccellono in questo. Il re si fa un vanto di queste doti e le usa per arricchirsi all'inverosimile.
Ma la ricchezza, una volta raggiunta, vanifica la saggezza, rende stupidi, illusi, seppellisce il cuore umano sotto una sicurezza fasulla e fugace.
Il profeta riconosce la saggezza del re ma ne denuncia la degenerazione in superbia cieca. Ammassare ori e argento non rende immortali né ci toglie dalla fragilità nativa che ci caratterizza.
E' un pericolo che tutti corriamo, quello di credere che per nostra bravura ci siamo "creati da soli", che le ricchezze dovute al nostro saper fare ci diano punti in più rispetto ai fratelli.
E' un pericolo che tutti corriamo, quello di credere che per nostra bravura ci siamo "creati da soli", che le ricchezze dovute al nostro saper fare ci diano punti in più rispetto ai fratelli.
"Perciò così dice il Signore Dio:
Poiché hai reso il tuo cuore come quello di Dio,
ecco, io manderò contro di te
i più feroci popoli stranieri;
snuderanno le spade contro la tua bella saggezza,
profaneranno il tuo splendore".
Basta l'ennesima guerra, il confronto con qualcuno un po' più potente perché le illusioni svaniscano come una bolla di sapone. Un re, un presidente, un dittatore, primeggia qualche anno finché qualcuno più forte non lo butta giù.
I poteri umani finiscono sempre per travolgere chi li detiene e opprimere chi li subisce. Tutte cose lontane anni luce dalla vera sapienza.
Il profeta, con la sua missione divina, rimane l'unica voce libera che può denunciare tanta illusione e falsità, a rischio della sua stessa vita.
Il potere eterno è solo del Padre nostro che lo usa a nostro favore, per la nostra salvezza.
I poteri umani finiscono sempre per travolgere chi li detiene e opprimere chi li subisce. Tutte cose lontane anni luce dalla vera sapienza.
Il profeta, con la sua missione divina, rimane l'unica voce libera che può denunciare tanta illusione e falsità, a rischio della sua stessa vita.
Il potere eterno è solo del Padre nostro che lo usa a nostro favore, per la nostra salvezza.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di Ez 28,1-10
Commento del 16/08/2022
Salmo da Dt 32,26-36
Commento del 18/08/2020
Vangelo di Mt 19,23-30
Commento del 19/08/2025

"Siedo su un trono divino
RispondiEliminain mezzo ai mari".
Nella più grande precarietà,
l'illusione di stabilità.
Un trono sulle acque del mare.
Solo Dio può.
Sul mare a noi semplici esseri umani, serve più una barca che un trono.
È triste quando dimentico chi sono.