Prima lettura del 20 agosto 2026
Voi sarete il mio popolo
Ez 36,23-28
Vi prenderò dalle nazioni, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo. Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli; vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne.
Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi e vi farò osservare e mettere in pratica le mie norme. Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio»".
La speranza per gli esuli è il ritorno in patria, la possibilità di un nuovo inizio, l'attesa che presto si ricomincerà a vivere liberi. Ezechiele dà voce a queste aspirazioni annunciando le promesse di salvezza del Signore.
E' pronta la purificazione che lascerà alle spalle il vecchio e renderà il popolo capace di accogliere di nuovo la Parola.
Purificazione di tutta la vita, cuore nuovo e ingresso nella terra della promessa, finalmente diventano una speranza certa grazie alla fedeltà di Dio che rinnova la sua volontà di salvezza.
Questo è il miracolo che la Parola profetica realizza nei tempi difficili di tutti i figli di Dio!
"Porrò il mio spirito dentro di voi"
Dio si coinvolge: non fa qualcosa al di fuori di lui, non è solo un benefattore che dona ai poveracci. Egli si rende presente, interviene da vicino, dà sé stesso!
Lo Spirito viene effuso su povera gente che ha perso ormai ogni speranza. Sarà lo Spirito il vento nuovo che porta fuori, dal buio verso la luce, dalla tristezza dell'esilio all'esultanza della patria ritrovata.
"E vi farò vivere secondo le mie leggi e vi farò osservare e mettere in pratica le mie norme".
Non più una legge esterna, subita come un giogo insopportabile, ma un'abitazione dello Spirito stesso del Signore che conduce sulle vie del bene ogni uomo.
Lo Spirito diventa un vero sigillo sul cuore (cfr. Ct 8,6), cercato dall'umanità sposa per ratificare l'appartenenza reciproca.
Leggi e norme diventano strade maestre su cui incontrare l'amato, deisderabili indicazioni per non perdere la via della vita.
"Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri"
Dio è fedele; l'esilio, le sofferenze, le tempeste che sembrano farci affondare non sono una smentita della sua promessa. Niente può azzerare la profezia di bene sulle nostre vite.
Ai padri nomadi era sta promessa la terra, feconda, stabile, data per sempre. I discendenti godono degli effetti di quella Parola che non scade perché il Signore realizza sempre ciò che promette.
La memoria custodisce le promesse antiche e la fede le accoglie sempre come nuove, mai superate, sempre vitali e liberanti.
"Voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio".
Finalmente il sogno della terra promessa ai padri si realizza in questo sposalizio che supera confini territoriali e tempi difficili. Il Padre ripete per noi la promessa nuziale, rinsalda il legame, mostra quanto amore lo leghi alla sua umanità sposa.
Grazie allo Spirito che inabita i nostri cuori, questa nuova alleanza non sarà a senso unico. Noi saremo tutti del Padre nostro, saremo suoi per sempre.
"Il mio amato è mio e io sono sua" (Ct 2,16).
La duplice appartenenza rende evidente un legame e un desiderio divino che tutta la storia biblica ci testimonia incessantemente.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di Ez 36,23-28
Commento del 20/08/2020
Salmo 51 (50),18-19
Commento del 12/03/2025
Vangelo di Mt 22,1-14
Commento del 21/08/2025

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