Prima lettura del 24 dicembre 2025 - Messa della veglia
"Per amore di Sion non tacerò,
per amore di Gerusalemme non mi concederò riposo,
finché non sorga come aurora la sua giustizia
e la sua salvezza non risplenda come lampada.
Allora le genti vedranno la tua giustizia,
tutti i re la tua gloria;
sarai chiamata con un nome nuovo,
che la bocca del Signore indicherà.
Sarai una magnifica corona nella mano del Signore,
un diadema regale nella palma del tuo Dio.
Nessuno ti chiamerà più Abbandonata,
né la tua terra sarà più detta Devastata,
ma sarai chiamata Mia Gioia
e la tua terra Sposata,
perché il Signore troverà in te la sua delizia
e la tua terra avrà uno sposo.
Sì, come un giovane sposa una vergine,
così ti sposeranno i tuoi figli;
come gioisce lo sposo per la sposa,
così il tuo Dio gioirà per te".
Con una espressione, "così ti sposeranno i tuoi figli", il profeta rivela la matrice biblica della storia perché ciò che riguarda Israele si allarga e abbraccia tutti i figli e le figlie.
La fedeltà del Signore è il fondamento di questo matrimonio umano-divino che apre ad un luminoso futuro di speranza l'intera umanità bisognosa d'amore eterno.
"Per amore di Sion non tacerò,
per amore di Gerusalemme non mi concederò riposo".
Una divina passione anima il Signore alla vista della città amata, Gerusalemme. Il suo bene, il suo futuro di luce gli sta veramente a cuore e si prodiga con tutta la sua cura per strapparla dal male.
Gerusalemme è simbolo della dimora di Dio in mezzo ad un popolo, così come sperimentato nel deserto nella tenda del convegno, piantata nell'accampamento insieme ai nomadi.
Il Signore si mostra appassionato come un'amante per l'amata, guarda la sofferenza della città e giura su sé stesso di prendersene cura per sempre.
"Finché non sorga come aurora la sua giustizia
e la sua salvezza non risplenda come lampada".
Il Signore desidera il meglio per la sua città amata. Solo luce e splendore si addicono al luogo santificato dal lui eppure martoriato nel corso dei secoli da rivalità politiche ma anche dalla passione religiosa di tante fazioni che la sentono come proprio.
Isaia annuncia che alle guerre, alle devastazioni, alla morte dei suoi figli, è posto un limite, un confine che non verrà oltrepassato.
Per noi il limite si è già rivelato: la luce che illumina la notte come lampada (cfr. Mt 5,15), che tutti possono vedere, è il Figlio che dalla croce e dal sepolcro vuoto risplende.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di Is 62,1-5
Commento del 24/12/2024
Salmo 89 (88),11-19
Commento del 19/03/2021
Seconda lettura di At 13,13-25
Commento del 12/05/2022
Vangelo di Mt 1,1-17
Commento del 17/12/2021

🙏🙏🙏
RispondiEliminaNessuno ti chiamerà più Abbandonata!
RispondiEliminaNon abbandoni nessuno
Io faccio parte del TUO progetto,mi mandi a consolare,nel TUO nome,
chi oggi NON ha più speranza!
Grazie papà
"Per amore di Gerusalemme non mi concederò riposo".
RispondiEliminaUn amore instancabile
quello del mio Dio.
Riposa quando può dare riposo
all'amata.
Per amore il Signore percorre tutte le vie per il nostro bene.
Instancabile.
Con tenerezza infinita.