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Visualizzazione dei post da gennaio, 2026

Salmo del 31 gennaio 2026

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Dio mia salvezza Sal 51 (50),16-17 "16 Liberami dal sangue, o Dio, Dio mia salvezza: la mia lingua esalterà la tua giustizia. 17 Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode".   Qual è la conseguenza dopo il peccato? Che sia un adulto o un bambino a essere interpellato la risposta più ovvia non è quella che la Scrittura ci annuncia. Dopo il peccato no al castigo, sì alla grazia! È la rivoluzione spirituale, è la Buona Notizia che precede il Vangelo e che già il Salmo 51 proclama.  E viene veramente il desiderio di alzare un canto di gioia davanti alla certezza della riconciliazione, dopo l'angoscia che il peccato porta con sé.  Il Signore guarda al peccatore con compassione, con tenerezza, con misericordia. Il salmista ha fatto questa esperienza e ripercorre la sua storia di peccatore che lo ha fatto incontrare incredibilmente con lo sguardo paterno di Dio che perdona e invita alla festa.  "Liberami dal sangue, o Dio, Dio mia salvezza: la mia ling...

Vangelo del 30 gennaio 2026

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Come egli stesso non lo sa  Mc 4,26-34 "In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura». Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni ...

Salmo del 29 gennaio 2026

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Il luogo del mio riposo  Sal 132 (131),12-13   " « 12 Se i tuoi figli osserveranno la mia alleanza e i precetti che insegnerò loro, anche i loro figli per sempre siederanno sul tuo trono». 13 Sì, il Signore ha scelto Sion, l'ha voluta per sua residenza: 14 « Questo sarà il luogo del mio riposo per sempre: qui risiederò, perché l'ho voluto»". Il Salmo 132 fa parte del gruppo dei canti dell'ascensione, quelli che accompagnavano i pellegrini che salivano al Tempio di Gerusalemme e che esprimevano la tensione del cuore proteso verso la dimora di Dio, tanto desiderata.  E' un Salmo che evoca la storia di Davide nello spostamento dell'Arca verso la tenda preparata in mezzo al popolo. Davide è re, ma anche consacrato, quindi Messia, Unto, Cristo, a seconda della lingua da cui proviene il significato. L'unzione è volontà di Dio che discende sul suo inviato, manifestazione concreta di un accompagnamento e di una predilezione che non abbandonerà mai i suoi figli...

Salmo del 28 gennaio 2026

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  Per sempre Sal 89 (88),29-30   "29 Gli conserverò sempre il mio amore, la mia alleanza gli sarà fedele. 30 Stabilirò per sempre la sua discendenza, il suo trono come i giorni del cielo".   Lode a Davide e alla sua discendenza: dopo il flop del regno di Saul, con Davide, il successore, rinasce la speranza, e l'annuncio spinge a guardare il futuro con ottimismo . Tutto si rende possibile grazie all'amore fedele del Signore. La promessa di un trono stabile viene dall'unico Dio che si prende cura del suo popolo attraverso i re e i profeti, nonostante le ripetute infedeltà. Ogni re non è altro che un uomo e alla fine sbaglia, tradisce e fallisce. Ma la fiducia del popolo è ben riposta perché saldamente ancorata nel Signore. E allora si può continuare a lodare e cantare. "Gli conserverò sempre il mio amore, la mia alleanza gli sarà fedele". Nonostante l'infedeltà del re, il Signore rimane fedele. Questa sua costanza e fedeltà alla promessa sconcerta semp...

Prima lettura del 27 gennaio 2026

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Davide benedisse il popolo  2Sam 6,12-15.17-19 "In quei giorni, Davide andò e fece salire l’arca di Dio dalla casa di Obed-Edom alla Città di Davide, con gioia. Quando quelli che portavano l’arca del Signore ebbero fatto sei passi, egli immolò un giovenco e un ariete grasso. Davide danzava con tutte le forze davanti al Signore. Davide era cinto di un efod di lino. Così Davide e tutta la casa d’Israele facevano salire l’arca del Signore con grida e al suono del corno. Introdussero dunque l’arca del Signore e la collocarono al suo posto, al centro della tenda che Davide aveva piantato per essa; Davide offrì olocausti e sacrifici di comunione davanti al Signore. Quando ebbe finito di offrire gli olocausti e i sacrifici di comunione, Davide benedisse il popolo nel nome del Signore degli eserciti e distribuì a tutto il popolo, a tutta la moltitudine d’Israele, uomini e donne, una focaccia di pane per ognuno, una porzione di carne arrostita e una schiacciata di uva passa. Poi tutto il p...

Prima lettura del 26 gennaio 2026

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Non ci ha dato uno spirito di timidezza  2Tm 1,1-8 "Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio e secondo la promessa della vita che è in Cristo Gesù, a Timòteo, figlio carissimo: grazia, misericordia e pace da parte di Dio Padre e di Cristo Gesù Signore nostro. Rendo grazie a Dio che io servo, come i miei antenati, con coscienza pura, ricordandomi di te nelle mie preghiere sempre, notte e giorno. Mi tornano alla mente le tue lacrime e sento la nostalgia di rivederti per essere pieno di gioia. Mi ricordo infatti della tua schietta fede, che ebbero anche tua nonna Lòide e tua madre Eunìce, e che ora, ne sono certo, è anche in te. Per questo motivo ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante l'imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza. Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma, con la forza di Dio, soffri con me per il...