Prima lettura del 21 gennaio 2026
"In quei giorni, Davide disse a Saul: «Nessuno si perda d'animo a causa di costui. Il tuo servo andrà a combattere con questo Filisteo». Saul rispose a Davide: «Tu non puoi andare contro questo Filisteo a combattere con lui: tu sei un ragazzo e costui è uomo d'armi fin dalla sua adolescenza». Davide aggiunse: «Il Signore che mi ha liberato dalle unghie del leone e dalle unghie dell'orso, mi libererà anche dalle mani di questo Filisteo». Saul rispose a Davide: «Ebbene va' e il Signore sia con te».
Davide prese in mano il suo bastone, si scelse cinque ciottoli lisci dal torrente e li pose nella sua sacca da pastore, nella bisaccia; prese ancora in mano la fionda e si avvicinò al Filisteo.
Davide rispose al Filisteo: «Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con l'asta. Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere d'Israele, che tu hai sfidato. In questo stesso giorno, il Signore ti farà cadere nelle mie mani. Io ti abbatterò e ti staccherò la testa e getterò i cadaveri dell'esercito filisteo agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche; tutta la terra saprà che vi è un Dio in Israele. Tutta questa moltitudine saprà che il Signore non salva per mezzo della spada o della lancia, perché del Signore è la guerra ed egli vi metterà certo nelle nostre mani».
Così Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra, colpì il Filisteo e l'uccise, benché Davide non avesse spada. Davide fece un salto e fu sopra il Filisteo, prese la sua spada, la sguainò e lo uccise, poi con quella gli tagliò la testa. I Filistei videro che il loro eroe era morto e si diedero alla fuga".
Davide e Golia sono la sfida proverbiale che tutti citiamo in varie occasioni. Un incontro tra campioni, uno per ogni esercito antagonista, per decidere le sorti della battaglia, un po' come i rigori alla fine di una partita di calcio.
Geniale trovata di salvaguardia degli eserciti!. Non si metteva a repentaglio la vita di tutti, perché preziosa risorsa dei due popoli, ma si faceva combattere il proprio campione e si rispettava l'esito della contesa. Chi sopravviveva aveva fatto vincere la sua fazione. Sembra che i popoli antichi fossero trogloditi ma la loro saggezza supera di gran lunga l'ottusità dei guerrafondai odierni!
Ma qui la battaglia significa molto di più: si sfidano la forza bruta e la fiducia in Dio. Vincerà la seconda perché il Signore non abbandona il suo popolo. È una delle cose più belle che si scoprono nel cammino di fede.
Un piccolo pastore, di cui l'enorme filisteo "ebbe disprezzo, perché era un ragazzo, fulvo di capelli e di bell'aspetto", ha la meglio contro ogni previsione.
I nostri valori e i nostri punti di forza vengono completamente ribaltati. L'esperienza del giovane Davide, futuro re dell'antico Israele, apre il nostro cuore alla novità del Signore Dio e alla sua Signoria sulla storia umana.
"Davide rispose al Filisteo: «Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con l’asta. Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere d’Israele, che tu hai sfidato»".
Golia non disprezza solo Davide; con l'arroganza dei forti i filistei minacciano il popolo che appartiene a Dio e quindi sfidano lui stesso.
Il "Signore degli eserciti, Dio delle schiere d’Israele" in ebraico è "Yahweh Sabaoth" e per noi cristiani è espresso come "Signore Dio dell’universo", cioè di tutto il creato.
Davide non è spaventato dalla disparità di forze pur fronteggiando un uomo possente ed esperto nelle strategie della guerra. Un versetto di Paolo è il miglior commento a questa situazione: "Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza" (2 Cor 12,9).
Se il gigante si presenta forte delle sue armi, Davide è certo che basti procedere nel nome del Signore di tutto per vincere la sfida.
"In questo stesso giorno, il Signore
ti farà cadere nelle mie mani".
È la grande fiducia di Davide, è la sua certezza di fede, che nel corso della vita ne farà l'esempio di regalità messianica.
La fede è la vera forza di un credente; la consapevolezza di non essere solo davanti al male è la fonte di energia per affrontare le battaglie della vita.
Davide mostra sul campo quanto sia importante la fede nel condurre le battaglie di libertà contro i poteri prepotenti e violenti del nostro mondo.
Ascoltiamo con attenzione questa saggezza che la Scrittura insegna alle nostre orecchie e che infonde nel nostro cuore.
Siamo fortemente preoccupati dall'escalation di conflitti mondiali, è evidente l'arroganza e il desiderio di prevalere a scapito di equilibri decennali che hanno protetto dalle guerre. Ma il Signore dell'universo è il Vittorioso, in lui non temiamo e continuiamo a batterci affinché le vie di pace siano le uniche da perseguire.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di 1Sam 17,32-33.37.40-51
Commento del 19/012022
Salmo 144 (143),9-10
Commento del 19/11/2022
Vangelo di Mc 3,1-6
Commento del 17/01/2024

Quando lo vide bene, ne ebbe disprezzo, perché era un ragazzo!
RispondiEliminaQuanti potenti oggi,ritenuti tali dai media e dai cittadini che li supportano...
disprezzano gli stessi sostenitori,i loro elettori
IL POTERE offusca
Oggi c'è una deriva pericolosa...perchè ci si crede SUPEREROE infallibile,imbattibile...(vedi Golìa).
Corsi e ricorsi storici!
Ma ci sei TU o governatore dell'universo;agisci per il bene comune;rinsanvisci questi tuoi figli ,offuscati da questa visione malefica!
"Io vengo a te nel nome del Signore".
RispondiEliminaÈ così che vive un credente
dal cuore semplice.
Nel nome del Signore
tutto è possibile.
Non la nostra forza,
ma il suo amore realizza
ogni bene.