Vangelo del 30 gennaio 2026
"In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa".
L'esperienza del regno di Dio è un dono e non una conquista. Se ci pensiamo bene la vita, nella sua essenza più profonda, il suo germogliare, resistere alle malattie, non è nelle nostre mani, non dipende dai nostri sforzi, perché non possiamo salvarla quando sopraggiunge la morte.
Il seme che cresce è una meravigliosa metafora scelta da Gesù per farci entrare in questa verità. Tutto l'essenziale accade anche se invisibile agli occhi, senza che noi ne abbiamo il dominio, fuori dalla nostra caparbia volontà di gestire tutto.
Il seme/regno ha una sua forza prodigiosa e porta frutto/dono da cogliere e da godere senza alcun merito. Il nostro prenderci cura della preziosità che ci viene riversata in grembo è una conseguenza della grazia.
Meglio di come l'ha detto Gesù è difficile dirlo.
"In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]".
In attesa come le folle che accorrevano a lui, assetati di un insegnamento che va al di là della conoscenza e della curiosità, chiediamo: parla al nostro cuore, dai a noi un nutrimento duraturo, giorni che portino frutto e gioia.
Come le folle, continua l'ascolto e il desiderio di essere condotti dalla Parola.
"Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa".
È pura sapienza guardare le cose che ci circondano sapendo di non sapere, cioè di non poter controllare la potenza della vita.
Il regno di Dio è simile ad una semina, e il contadino sa che il seme ha una sua vita che non dipende da lui. Infatti Gesù puntualizza: "dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce".
È una bellissima descrizione della grazia, della provvida guida che traccia la strada per la vita, che dà la possibilità di crescere e portare frutto, anche quando sembra che tutto sia inutile, che muoia nella terra senza portarci alcun bene.
"Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura".
Naturalezza, spontaneità, abbondanza: ascoltiamo e ci sentiamo anche noi seme, protetti da un giaciglio curato, circondati da terra fertile che ci nutre e ci spinge a portare quel frutto per il quale siamo progettati e cresciuti.
Il Regno del Padre è qui, prende i colori e i toni delle esperienze più concrete, possiamo paragonarlo a ciò che vediamo e tocchiamo pur venendo da una realtà che ci sorpassa e ci sovrasta.
Il Maestro ce ne parla con parabole, affinché il cuore sia spinto a scoprirne toni nuovi, profondità mai prima immaginate.
La mietitura è la festa che corona la grazia, è la gioia della scoperta e del ringraziamento, l'apice e il compimento in cui si godono i frutti che "il terreno produce spontaneamente", grazie alla cura amorevole del Padre.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di 2Sam 11,1-4a.5-10a.13-17
Commento del 28/01/2022
Salmo 51 (50),3-4
Commento del 21/02/2024
Vangelo di Mc 4,26-34
Commento del 31/01/2020

"dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce".
RispondiEliminaNatura meravigliosa.
Così le opere di Dio per noi: meravigliosa la grazia, gratuita, immeritata, dono.
Il Signore è il regista meraviglioso
di ogni storia.
Beato chi sa stupirsi.
🙏🙏🙏
EliminaAnnunciava loro la Parola!
RispondiEliminaSempre con la Parola proferiva,educava,esortava,amava...
Si
Donami la serenità necessaria a far germogliare
sempre più la PAROLA,non altre parol(ine)....
EliminaAmen