Salmo del 20 gennaio 2026

Il mio primogenito 
Sal 89 (88),27-28 

27 Egli mi invocherà: «Tu sei mio padre,

mio Dio e roccia della mia salvezza».


28 Io farò di lui il mio primogenito,

il più alto fra i re della terra". 


Alleanza e fedeltà eterna: questo si scopre camminando con pazienza sulle vie che la Scrittura traccia davanti a noi. Mettersi nelle mani del Signore è l'unica vera assicurazione sulla vita.

La sapienza del Salmo 89 ci mostra Davide come esempio luminoso di fiducia filiale. Il re, unto dal profeta, era guida del popolo, ma non solo. Infatti l'elezione lo rende figlio, cambiando così radicalmente il tipo di relazione, da burocratica e verticale, a familiare e prossima. Ascoltando e pregando pensiamo alla vicenda messianica di Gesù e il Salmo prepara il nostro cuore alla rivelazione piena del Vangelo.


"Egli mi invocherà: «Tu sei mio padre,

mio Dio e roccia della mia salvezza".

Bellissima invocazione che amo ripetere per la mia vita. 

Il re Messia è inviato, ma non come un semplice incaricato a servizio, è figlio, erede, scelto per portare a tutto il popolo gli stessi doni che lui ha ricevuto. 

In lui siamo figli, in lui scopriamo Dio come Padre, per lui Dio è roccia di salvezza e lo diventa nella nostra vita e nella storia dell'umanità intera. 


"Io farò di lui il mio primogenito,

il più alto fra i re della terra".

Non solo Davide, ma molto di più colui che nascerà dalla sua casa, il Re Messia, si ergerà su ogni potente, su ogni regno, su ogni impero umano.

Se "su di lui non trionferà il nemico" (v. 23) non trionferà neanche su di noi, sua discendenza.

Ma di fronte alle aberrazioni dei potenti di cui siamo spettatori quasi impotenti, come può trionfare il Figlio, agnello mansueto? Come fa la Luce a vincere le tenebre dell'arroganza che schiaccia popoli interi? Vanificando la credibilità del male, ergendosi "fra i re della terra" con la potenza dell'amore, con l'arrendevolezza della verità, con l'evidenza che il male non abbia vita lunga.

Il credente riconosce, nel Primogenito di ogni figlio e figlia, la sorgente della grazia e la benedizione che fluisce dal Padre in ogni vita. 

Nel Figlio siamo tutti figli e possiamo dire come lui:

"Tu sei mio padre,

mio Dio e roccia della mia salvezza".

Egli è primogenito perché porta la dolcezza della primizia (cfr. 1Cor 15,20) e noi i frutti che seguono a tanta grazia.


Link di approfondimento alla liturgia del giorno:


Prima lettura di 1Sam 16,1-13 

Commento del 18/01/2022


Salmo 89 (88),20-30 

Commento del 27/01/2020


Vangelo di Mc 2,23-28 

Commento del 21/01/2020


Commenti

  1. «Tu sei mio padre,
    mio Dio e roccia della mia salvezza».
    Quanta verità in pochissime parole.
    Padre, Dio, roccia, salvezza,
    e posso gridare "Tu sei mio !"

    RispondiElimina
  2. Tu sei mio padre
    non mi toglierai la Tua grazia
    e alla Tua fedeltà non verrai mai meno.!
    Questo è il mio bottino spirituale
    che uso quotidiniamente
    Grazie

    RispondiElimina

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