Salmo del 23 gennaio 2026

All'ombra delle tue ali 
Sal 57 (56),2-3

2 Pietà di me, pietà di me, o Dio,

in te si rifugia l'anima mia;


all'ombra delle tue ali mi rifugio

finché l'insidia sia passata.


3 Invocherò Dio, l'Altissimo,

Dio che fa tutto per me". 


Lamento e gratitudine si intrecciano nel Salmo 57 nel tempo della crisi, della fatica, della persecuzione. Lamentarsi davanti al Signore non è mai inutile, perché sappiamo quanto si prenda cura del nostro cuore ferito, guidandolo verso la luce. Il cuore del salmista rimette nelle mani del Signore la sua afflizione e lo ritrova allargato; pur se si trova dentro il Tempio, spalanca la sua visione all'intera creazione. 

La gratitudine è l'altra ala che permette all'orante di risollevarsi. Il suo cuore e il suo sguardo riconoscono la grazia di cui il Signore lo ha ricolmato. 

Lacrime e consolazione, sofferenza e speranza, convivono nello stesso cuore; solo il Signore è rifugio e via d'uscita dalle ristrettezze in cui ci fa precipitare l'angoscia. 


"Pietà di me, pietà di me, o Dio,

in te si rifugia l'anima mia".

E dove se no? Il Signore è il rifugio adeguato al nostro cuore quando non ci sentiamo accolti da nessun altro.

La richiesta accorata di perdono è il primo passo per scoprirsi da sempre tra le braccia misericordiose di colui che desidera perdonarci e darci la sua amicizia. 

Rifugiarsi nel Signore potrebbe sembrare uno sfuggire dalla conseguenza del proprio peccato, ma si rivela invece la strada per la consapevolezza della propria piccolezza e dell'inadeguatezza di fronte alle prove della vita.

La pietà di Dio non è pietismo, ma sostegno, misericordia, com-passione e considerazione di ciò che siamo. 


"All'ombra delle tue ali mi rifugio

finché l'insidia sia passata".

Stando nel tempio il credente si sente all'ombra delle ali protettrici del Signore. Non sono le pietre, le suppellettili e gli addobbi sontuosi del tempio, a farlo sentire protetto, ma la vicinanza del Signore che si fa presente nel momento difficile che sta attraversando. 

Nella tradizione biblica Dio è paragonato ad una chioccia che tiene i pulcini al riparo. C'è traccia di questo anche in un detto di Gesù che troviamo nel Vangelo: 

"quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le ali" (Mt 23,37). La braccia del Signore si stendono come un manto, come uno scudo e i cuori possono riposare al sicuro.


"Invocherò Dio, l'Altissimo,

Dio che fa tutto per me". 

Il salmista ritrova fiducia, rinsalda la fede e si nutre di questa relazione che cresce e matura.

Possiamo dire con lui: 

"Dio fa tutto per me"!

Il nostro Dio è Padre affidabile, a nostro favore, si prende cura delle nostre fatiche e fascia le profonde ferite. 

Invocarlo è salvezza, nominarlo è sentirsi parte del tutto, ritrovare vita e rimettersi in cammino. 


Link di approfondimento alla liturgia del giorno:


Prima lettura di 1Sam 24,3-21 

Commento del 19/01/2024


Salmo 57 (56) 

Commento del 24/01/2020


Vangelo di Mc 3,13-19

Commento del 24/01/2025


Commenti

  1. "All'ombra delle tue ali mi rifugio".
    Lo faccio spesso.
    Lo faccio con fiducia.
    Lo faccio con affetto.
    Sono accolto.
    Sono protetto.
    Sono consolato.
    Ricevo speranza.
    Ricevo forza.
    Ricevo pace.

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  2. Dio che fa tutto per me".

    Grazie Signore
    Non mi distolga mai,mai,mai da questa TUA continua ed instancabile grazia!
    FAI ,si fai per me,ti sprechi....
    Amen

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  3. Pietà di me, pietà di me, o Dio,

    in te si rifugia l'anima mia"
    In te Signore trovo Sempre ritrovo sicuro alla stanchezza di tutto..
    Sii sempre per me il rifugio e conforto di tutta la mia vita e di tutto ciò che mi succede .
    Grazie Signore. Amen

    RispondiElimina

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