Prima lettura del 2 gennaio 2026

Rimanete in lui
1Gv 2,22-28

"Figlioli, chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L'anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre.

Quanto a voi, quello che avete udito da principio rimanga in voi. Se rimane in voi quello che avete udito da principio, anche voi rimarrete nel Figlio e nel Padre. E questa è la promessa che egli ci ha fatto: la vita eterna. Questo vi ho scritto riguardo a coloro che cercano di ingannarvi. E quanto a voi, l'unzione che avete ricevuto da lui rimane in voi e non avete bisogno che qualcuno vi istruisca. Ma, come la sua unzione vi insegna ogni cosa ed è veritiera e non mentisce, così voi rimanete in lui come essa vi ha istruito.

E ora, figlioli, rimanete in lui, perché possiamo avere fiducia quando egli si manifesterà e non veniamo da lui svergognati alla sua venuta". 


In un tempo di crisi chi rimane fedele vince. E il verbo rimanere è tra i più amati dall'evangelista Giovanni, sia nel suo Vangelo che nelle lettere. 

La crisi non è una condizione da sfigati, da infedeli. Anzi, un credente crea sempre crisi intorno a sé per il suo pensare differente e il suo agire controcorrente. 

Gesù lo aveva previsto e annunciato ai suoi affinché non perdessero la via (cfr. Luca 21,12-19). Con la sua prassi e le sue parole, Gesù è pietra di paragone, termine di confronto, ma insieme è pietra di inciampo per la mentalità del mondo.
Rimanere in Cristo, avere fiducia nelle promesse del Signore ci tiene saldi quando tutto vacilla e chi ci sta intorno ci ostacola. È questo il grande insegnamento che la Sapienza del Vangelo ci regala per i nostri tempi così difficili da discernere, così dolorosi per la sofferenza di troppi fratelli! 

"E ora, figlioli, rimanete in lui". 

In ogni nuova esperienza si parte con una fiducia iniziale che ci fa sentite capaci di andare lontano, ma quando il cammino si fa faticoso il terreno vacilla sotto i piedi e cambiamo orientamento. 

Giovanni, che è stato accanto al  maestro persino sotto la croce, spinge a rimanere, a restare fedeli, a perseverare. E' la via giusta, lunga ma necessaria per non smarrirsi e fare crescere la fiducia nel Signore.


"Perché possiamo avere fiducia quando egli si manifesterà e non veniamo da lui svergognati alla sua venuta". 

La fiducia di oggi è garanzia della fiducia ancora più necessaria quando i tempi risultano difficili da vivere, e la nostra fine o quella della fine delle cose si fanno più vicine. Proprio in questi momenti la vigilanza nel presente si rende necessaria, rianima la fiducia nel ritorno del Cristo e ci libera da illusioni.

Solo confortandosi alla scuola della Parola, attingendo alla profonda saggezza trasmessaci dai Vangeli, possiamo attendere e goderci con fiducia il ritorno del Cristo, sicuri di non venire svergognati e umiliati per esserci rifugiati in ragionamenti che portano lontani dalla verità.

La sua manifestazione, che spesso temiamo come una condanna, non è altro che l'annientamento dei poteri di questo mondo.

Pur se in noi vive l'arroganza di poterci salvare da soli, rimanere nel Signore è l'antidoto all'illusione, il primo passo necessario per aumentare la fiducia nel Salvatore e desiderare tutti insieme che manifesti il suo amore per ogni uomo e ogni donna sulla terra. 


Link di approfondimento alla liturgia del giorno:


Prima lettura di 1Gv 2,22-28

Commento del 02/01/2024


Salmo 98 (97),3b-4 

Commento del 18/05/2023


Vangelo di Gv 1,19-28 

Commento del 02/01/2025


Commenti

  1. Rimanete in lui!
    Più volte inviti a farlo;rimanere......
    Rimanere anche nella burrasca..è semplice restare quando tutto va bene!
    Cambiare è facile quando tutto,si tutto, ti si rivolta contro........
    Restare nel SUO NOME è certezza che LUI è con me,con noi
    SOPRATTUTTO
    nelle avversità.
    Credici
    Amen

    RispondiElimina
  2. "Perché possiamo avere fiducia quando egli si manifesterà".
    Fiducia:
    è il cuore della relazione con Dio,
    è l'anima della vera speranza,
    è la gioia del prossimo incontro.
    Avere fiducia in Colui che
    da sempre e per sempre
    ci ha dato la sua fiducia.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Perché un blog con questo titolo?!

Prima lettura del 31 ottobre 2019

Salmo 23 per il mio papà

Vangelo del 12 gennaio 2019

Vangelo dei domenica 13 gennaio 2019