Prima lettura dell'1 gennaio 2026 - Maria Madre di Dio

Per te il suo volto 
Nm 6,22-27

"Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: "Così benedirete gli Israeliti: direte loro:

Ti benedica il Signore

e ti custodisca.

Il Signore faccia risplendere per te il suo volto

e ti faccia grazia.

Il Signore rivolga a te il suo volto

e ti conceda pace".

Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò»". 


Iniziare l'anno con la benedizione significa avere la certezza che Dio, il fedele, ci accompagnerà lungo il tempo che si apre davanti a noi. 

Il Signore benedicente dice bene alla nostra storia e al nostro tempo. Lui è l' Emmanuele, il Dio che non si allontana, che è stato con noi, che è con noi oggi. Abbiamo fiducia che così sarà per il futuro. Il Signore pone il suo "Nome" su di noi, ci fa parte della sua famiglia, non si vergogna della nostra miseria, condivide con noi la sua luce e la sua gioia. 


"Il Signore faccia risplendere per te il suo volto".

Un volto che risplende è sorridente, benevolo, mostra il piacere che ha di vederci ed esulta per noi.

I falsi profeti parlano di un Dio arrabbiato e stanco delle nostre malefatte. Le condanne rinchiudono nelle paure e manipolano le coscienze, tenendole al guinzaglio.

Ma annunciare il suo volto paterno e rivolto a noi, per la nostra consolazione, ci incoraggia e ci rende sereni e liberi dal timore.


"E ti faccia grazia".

È il dono gratuito di Dio che ci libera da ogni male e dalle tante schiavitù.

Dio fa grazia perché non ci ripaga come meriteremmo ma secondo la misura del suo amore per noi.

Graziati e giustificati possiamo riprendere il cammino, sperare che un giorno e un anno nuovo ci stia davanti nella speranza.


"Il Signore rivolga a te il suo volto".

Ancora il volto benevolo del Padre che ci guarda come figli. 

A volte dimentichiamo che questo volto esprime amore, gioia nel vederci, affetto paterno, e ci facciamo delle tristi idee sul Signore. La benedizione che apre l'anno ci rinnova la memoria di tutti i doni ricevuti e rinnova la fiducia. E' ristoro come rugiada al mattino, vento fresco sul viso, carezza di sole e di luce. 


"E ti conceda pace".

È il dono più grande e che solo il Signore può farci. 

La sua pace non è come quella che crediamo di fare noi, intrisa di egoismo, pronta a vanificarsi davanti a interessi che dimenticano il bene degli altri.

La nostra pace non dura, è una lucina che si spegne ai primi soffi di guerra.

La pace divina, quella che non dà il mondo, si radica nel nostro cuore e niente e nessuno potrà rubarcela. Non è accordo, armistizio, tregua, è lo Shalom del Padre, la Pace che in lui regna e che dona a piene mani al nostro bisogno di pacificazione profonda.

Il Signore in quest'anno ci conceda la sua Pace, ci tolga la guerra che dilania il mondo, porti la sua benedizione e salvi tutti i popoli.


Link di approfondimento alla liturgia del giorno:


Prima lettura di Nm 6,22-27 

Commento del 01/01/2023


Salmo 67 (66),1-3 

Commento del 01/01/2024


Seconda lettura di Gal 4,4-7 

Commento del 01/01/2025


Vangelo di Lc 2,15-20 

Commento del 25/12/2025


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