Prima lettura del 3 gennaio 2026
"Figlioli, se sapete che Dio è giusto, sappiate anche che chiunque opera la giustizia, è stato generato da lui.
Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro. Chiunque commette il peccato, commette anche l’iniquità, perché il peccato è l’iniquità. Voi sapete che egli si manifestò per togliere i peccati e che in lui non vi è peccato. Chiunque rimane in lui non pecca; chiunque pecca non l’ha visto né l’ha conosciuto".
Tutta intera la prima lettera di Giovanni è ricca di affermazioni che rallegrano il cuore di ogni discepolo di Gesù. Nella nostra pagina si esalta la giustizia divina che è amore gratuito ed universale. Non è un dare e un avere in equilibrio ma è uno sbilanciamento che apre la via del dono verso il prossimo nella misura dell'amore che riceviamo dal Signore. E noi conosciamo la bellezza dell'amore di Dio perché si è manifestato in Gesù Cristo: è immeritato, gigantesco, sproporzionato anche al perdono dei peccati, ci supera, ci stupisce, ci precede in ogni bisogno.
"Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato".
È una rivelazione che rende preziosa la nostra vita, qui ed ora. Il regno di Dio comincia oggi, ora è presente, ci aspettava, già progettato per noi. Siamo figli di un Padre che ci ha amato fino all'estremo, donando tutto, non rifiutandoci nulla. E non c'è nulla da "fare" per meritarlo, non dipende da noi, dalla nostra bontà: è eredità già accreditata sul nostro conto, da cogliere e godere a piene mani.
Come una sposa che attende il giorno delle nozze, siamo fin da ora figli di Dio e attendiamo trepidanti la piena rivelazione di questa nuova realtà che abbiamo ricevuto come caparra oggi.
È una certezza che ci viene dalla fede e dalla fiducia della promessa di Gesù. Non riusciremmo ad arrivare a tanto nella richiesta e nella preghiera, non penseremmo di essere depositari di un tale tesoro: "saremo simili a lui", che gioia!
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di 1Gv 2,29-3,6
Salmo 98 (97),3b-4
Commento del 18/05/2023
Vangelo di Gv 1,29-34
Commento del 03/01/2024

"Noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato".
RispondiEliminaFelice attesa.
Il meglio deve ancora arrivare.
Il futuro è rivelazione di pienezza.
Quello che so e' che sarà un futuro bellissimo sempre più vicino a Te , mio Dio 🙏
EliminaChiunque rimane in lui non pecca; chiunque pecca non l’ha visto né l’ha conosciuto".
RispondiEliminaSignore fa che io ti conosca veramente..........!
Pecco ancora.........
🙏🙏🙏
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