Prima lettura del 26 agosto 2026
Vi dia la pace sempre
2Ts 3,6-10.16-18
Sapete in che modo dovete prenderci a modello: noi infatti non siamo rimasti oziosi in mezzo a voi, né abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno, ma abbiamo lavorato duramente, notte e giorno, per non essere di peso ad alcuno di voi. Non che non ne avessimo diritto, ma per darci a voi come modello da imitare. E infatti quando eravamo presso di voi, vi abbiamo sempre dato questa regola: chi non vuole lavorare, neppure mangi.
Il Signore della pace vi dia la pace sempre e in ogni modo. Il Signore sia con tutti voi.
Il saluto è di mia mano, di Paolo. Questo è il segno autografo di ogni mia lettera; io scrivo così. La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con tutti voi".
I primi cristiani hanno dovuto imparare a vivere un nuovo stile di vita ispirato al Vangelo. E tante cose si sono via via precisate. Paolo, nelle sue lettere, spesso interviene per correggere e incoraggiare prendendo sé stesso come modello di carità operosa e di zelo per portare il Vangelo a tutti gli uomini. Nel testo che meditiamo riprende i tessalonicesi a non vivere nel disimpegno e nella pigrizia, magari adducendo motivazioni spirituali. Il discepolo di Gesù, come il Maestro, è attento al tempo che vive e ai bisogni dei fratelli che lo circondano, specialmente i più poveri ed emarginati.
Non ha senso vivere solo per sé stessi chiudendo gli occhi alla realtà di ogni giorno, anche se complicazioni e fatiche intralciano il percorso.
"E infatti quando eravamo presso di voi, vi abbiamo sempre dato questa regola: chi non vuole lavorare, neppure mangi".
Qualcuno a Tessalonica sosteneva che, vista l'imminenza della fine di questo mondo, fosse inutile ogni impegno, compreso il lavoro e il servizio ai fratelli.
Paolo, grande lavoratore, da uomo pratico qual è, enuncia un principio semplice per ridicolizzare quelli che non lavoravano dedicandosi alla vita "mistica", però mangiavano a spese degli altri!
Tante teorie davanti alla concretezza del reale diventano evidentemente insensate.
E' importante non dimenticare la dignità del lavoro e la sua importanza nell'economia della salvezza, come ha sottolineato Giovanni Paolo II nella sua lettera enciclica "Laborem Exercens" facendo un excursus di tutta la Scrittura e degli insegnamenti paolini.
"Gli insegnamenti dell'Apostolo delle Genti hanno, come si vede, un'importanza-chiave per la morale e la spiritualità del lavoro umano. Essi sono un importante complemento a questo grande, anche se discreto, Vangelo del lavoro, che troviamo nella vita di Cristo e nelle sue parabole, in ciò che Gesù «fece e insegnò»" (V -26).
Lavorare trovando il proprio posto nel mondo è un bene per sé stessi, ma prima di tutto è servizio a coloro che di quel lavoro possono beneficiare.
"Il Signore della pace vi dia la pace sempre e in ogni modo. Il Signore sia con tutti voi".
I cristiani ripresi e rimproverarti per i loro comportamenti ambigui, sono invitati a trovare "pace", che è il coronamento di ogni opera, di ogni parola, di ogni azione che possono fare per raggiungere il bene.
Ma di più, nella preghiera l'apostolo invoca su tutti i suoi figli la pace che solo Gesù, può dare (cfr. Gv 14,27).
E' lo shalom del Padre che ci raggiunge per mezzo del Vangelo del Figlio, che parte dal cuore e avvolge tutta intera la realtà umana.
Questo l'augurio che Paolo fa ad ognuno di noi, questo il compito nel lavoro di tutti affinché la pace sia ricercata alacremente, sia al centro della nostra attenzione, costruita con fatica ma con la volontà che cresca e regni nei nostri cuori.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di 2Ts 3,6-10.16-18
Commento del 28/08/2024
Salmo 128 (127),1-2
Commento del 19/11/2023
Vangelo di Mt 23,27-32
Commento del 25/08/2021

Non che non ne avessimo diritto, ma per darci a voi come modello da imitare.
RispondiEliminaFammi essere un pochino di TE
Chi m'incontra possa trovare un pizzico di TE
Amen
"Il Signore sia con tutti voi".
RispondiEliminaNon può che essere così.
Il plurale è amore nella logica di Dio.
Non è un Dio esclusivo, ma inclusivo.
Voi, noi.
Nessuno resta fuori dal grande abbraccio del suo amore.