Prima lettura del 2 giugno 2023
"Facciamo ora l’elogio di uomini illustri,
dei padri nostri nelle loro generazioni.
Di altri non sussiste memoria,
svanirono come se non fossero esistiti,
furono come se non fossero mai stati,
e così pure i loro figli dopo di loro.
Questi invece furono uomini di fede,
e le loro opere giuste non sono dimenticate.
Nella loro discendenza dimora
una preziosa eredità: i loro posteri.
La loro discendenza resta fedele alle alleanze
e grazie a loro anche i loro figli.
Per sempre rimarrà la loro discendenza
e la loro gloria non sarà offuscata".
Come insegna il Salmo 1, due sono le vie che gli uomini percorrono: il cammino nella sapienza secondo la Parola di Dio e quello incentrato sull'egoismo, sull'idolo delle proprie capacità.
Coloro che camminano sulla via che il Signore indica vedranno frutti copiosi e arriveranno al bene; gli altri si perdono per strada e delle loro mire non resta traccia.
Su questa scia di discernimento, il libro del Siracide fa l'elogio degli uomini illustri, cioè di uomini di fede come Abramo, e, per contrasto, segnala gli uomini di cui non rimane memoria. È lo sguardo sapienziale che ha chiaro il progetto di Dio su ogni suo figlio.
L'intento del Siracide, come di tutta la Scrittura è parlare di Dio e contemporaneamente riportare l'uomo alla sua verità.
"Di altri non sussiste memoria,
svanirono come se non fossero esistiti,
furono come se non fossero mai stati,
e così pure i loro figli dopo di loro".
Nella Bibbia la memoria è benedizione, l'oblio è maledizione.
La fede è la chiave per trovare la via della salvezza nel buio e nella paura, perché è ancorata strettamente a fatti concreti, al memoriale di ciò che il Signore compie per salvare la vita dei suoi amati.
Chi non costruisce su queste certezze, vede franare la sua casa, si perde nell'insignificanza, senza il fuoco che dà forza divina alla fragile esistenza. È triste l'immagine di una parte di umanità che non porta bene a nessuno e scompare senza lasciare traccia!
Davanti allo spreco di vita, ci viene da esclamare: "Peccato"! Sì, è proprio il peccato che il Signore vuole estirpare da noi, che ci è di intralcio verso la compiutezza e la felicità, che diventa un'arma contro la nostra realizzazione e impedimento alla pienezza.
"Questi invece furono uomini di fede,
e le loro opere giuste non sono dimenticate".
"Nella loro discendenza dimora
una preziosa eredità: i loro posteri".
Per un ebreo la benedizione, la santità, la carità, avevano senso se trasmesse alle generazioni successive. E' un dono così grande che non si può tenere solo per sé! E' il seme della gratuità che fa uscire dal proprio egoismo per cercare il bene che si irradia come un'eredità di vita di generazione in generazione.
"I loro posteri" sono segno che non si è bruciata l'esistenza senza pensare a chi viene dopo, che si è usufruita la benedizione facendola crescere come dono da allargare a tutti, ad una moltitudine di fratelli!
La fede apre una prospettiva del tutto nuova nella vita di coloro che non vivono più solo per se stessi (cfr. 2 Cor 5, 15), di coloro che hanno incontrato il Padre, fonte di vita che non muore.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Salmo 149, 4- 5
Commento del 23/05/2022
Vangelo di Mc 11, 11-25
Commento del 28/05/2021
"Questi invece furono uomini
RispondiEliminadi fede,
e le loro opere giuste non sono dimenticate".
La fede: prezioso fondamento.
Opere giuste: mattoni veri per costruire.
Così cresce veramente una vita.
"Questi invece furono uomini
di fede,
e le loro opere giuste non sono dimenticate".
Fede per andare oltre l'apparenza.
Opere giuste per rendere reale
la speranza.
Insieme rendono la vita vera.
"Questi invece furono uomini
di fede,
e le loro opere giuste non sono dimenticate".
svanirono come non fossero esistiti
RispondiEliminaSI
Lascio una traccia della mia esistenza quando faccio opere di misericordia,di comunione,di dono a chi non ha.
Grazie,è merito TUO